lunedì 8 ottobre 2012

Flusso di coscienza

E' normale. Ce tocca. E neppure con l'intervallo che ti fanno credere: bella mia, non è una volta al mese. Qui si tratta di una volta ogni 28 giorni. Avete capito benissimo, sto parlando di lui: il ciclo mestruale.

Personalmente, è da quando ho 12 anni che anelo alla menopausa. Quel fantastico momento in cui potrò evitare di portare una farmacia in borsa. In cui potrò evitare di trascorrere ogni ora di ritardo del mio ciclo a scegliere un nome per i due gemelli che mi autoconvinco di portare in grembo. In cui potrò dire addio alla pausa perizoma per 7 giorni (il giorno prima e il giorno dopo il ciclo non lo metto per sicurezza, non si sa mai che te combina 'sto stronzo). In cui potrò risparmiare un mutuo per comprarmi i correttori nascondi-sfogo-da-ciclo.

Praticamente fin da piccole ci hanno insegnato che la donna è fortunata perché può avere figli. A due anni ti sbattono già un bambolotto in braccio, e i bambolotti di oggi rompono già: ci sono quelli che piangono, quelli che sbavano, quelli che ti chiamano in continuazione "mam-ma" con una voce robotica che manco se scopi con Robocop ti esce un figlio così.
Da notare che però omettono di dirti come si fanno i marmocchi: gli adulti glissano elegantemente sia sulla parte divertente (dai su, avete capito) che su quella diciamo dell'espulsione del fardello.
Ti inventano che si nasce sotto un cavolo (è per quello che i bambini mi puzzano?) o che sei stato portato ai tuoi genitori da una cicogna. Cioè da un uccello. Cioè ti stanno implicitamente dicendo quello che scoprirai di lì a cinque anni: tutto parte da un pennuto. Arrivi a otto anni che sei convinto di essere nato in una voliera.






Arrivano poi i fatidici dieci anni, l'età in cui ti raccontano che c'è stato un pisellino che è entrato in una patatina, ha lasciato un fagiolino e sei nato tu. Allora ti convinci che sei nato da Bonduelle. Dimmi tu come si può pensare che dei figlioli vengano su sani.
Per le bambine, poco dopo è il momento di essere preparate dalla mamma (ve lo consiglio vivamente; io personalmente ho scoperto tutto tramite il film "Ritorno alla Laguna Blu") al momento fatidico in cui diventeranno signorine. Da me si dice così, "diventi signorina". Una presa di culo, dai. E' da lì che finiscono i giochi.

Ricordo ancora oggi il mio primo giorno di ciclo. Indossavo pantaloni larghi stile rapper della East Coast, rigorosamente neri, e andavo in giro con una camminata da Nonna Papera. Non mi muovevo. E mi incavolavo ogni volta che vedevo quella della pubblicità che ti diceva che con Nuvenia potevi fare bungee jumping: io il bungee jumping non lo faccio di mio, figurati se mi metto a buttarmi sotto un ponte mentre ho il ciclo.

Vedi in tv tutte quelle donnine felici di indossare un assorbente con delle microgonne bianche, che escono con uomini attraenti e che (attenzione attenzione) sorridono. Parliamo chiaro: chi di noi osa sorridere in quei giorni? Ma dico, non hanno mai sentito parlare della sindrome mestruale?
Ecco ecco: ho trovato un vantaggio nell'avere il ciclo. Si tratta proprio della sindrome mestruale. Grazie a lei, posso rispondere male a chiunque e dire belle parole solo al mio gatto, tanto lo sanno tutti che "è-nervosa-perché-ha-il-ciclo". Fantastico.

Il primo giorno è il più atroce e terribile: ti svegli la mattina e ti senti una palla. Dumbo a confronto è una top model di lingerie. I jeans - quelli stretch che ti fanno sentire super faiga -  non ti entrano. La pancia ti aumenta in modo esponenziale. Il viso si trasforma in un "Unisci i puntini". La fame ti assale e non riesci a controllarla.
Il primo giorno per me è un ritorno allo stato di natura: mangerei come un cavernicolo e mi vestirei anche alla stessa maniera, più o meno.
Poi apri la confezione degli assorbenti, grazie ai quali la Lines si è convinta di riuscire a migliorare il tuo umore semplicemente disegnando dei fiorellini sull'involucro (ma stai a scherzà? Io voglio puzzare quando ho il ciclo - cfr. affermazione sul mio "ritorno allo stato di natura) e scrivendoci frasine sull'influenza della luna sul ciclo delle donne. Ma chi credete di ingannare? Già a partire da settembre il telegiornale tutti i giorni ci parla dell'influenza stagionale, pensa quanta voglia ho di sentire quel che mi dice l'autorevolissima Lines su quella della Luna. Maddai.

Fortunatamente, man mano si va scemando, finché il tuo corpo non ritorna alla normalità fisiologica che ti permette di indossare pantaloni bianchi. Sentirti sexy. Andare in palestra con gli yoga pants. Rimorchiare. Vivere, insomma. Alla faccia della "fortuna di poter avere figli".

Comunque oggi sono arrabbiata anche se non ho niente. Ma si sa, la sindrome premestruale è tremenda.

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