giovedì 25 luglio 2013

Marco se n'è andato e non ritorna più - ovvero: la singletudine

La Chatte è rimasta senza Chattino.

A rileggerlo ora, che nomino dolce che gli avevo affibbiato. Non se lo meritava. Adesso avrei altri epiteti con cui identificarlo, ma lascerò perdere e da gran signora passerò oltre.

Non mi soffermerò sulle motivazioni che mi hanno portato ad immettermi nuovamente sul mercato (prego però di notare la furbizia: mi sono riproposta alla clientela in periodo di saldi!); vorrei oggi limitarmi a condividere con voi una riflessione che ho maturato questi giorni: essere single ha un casino di vantaggi.

Dal momento che è estate, molti ragazzi mandano i neuroni in vacanza nel proprio pene: perciò molte coppie in questo periodo scopppiano.
Non disperate, ragazze mie. 
La Chatte è qui per voi, e vi elencherà ben DIECI motivi per cui essere single è una condizione positiva.

1- Durante i primi giorni che seguono la rottura, siete autorizzate a mangiare qualsiasi cosa perché avete bisogno di colmare il vuoto (nei giorni normali definito "fame") che sentite dentro.
Anzi, più le cose sono grasse e schifezzose, più questo vuoto si colmerà.

2- La mamma vi regala un rossetto di Chanel.





3- I single favoriscono la ripresa economica.
Non ci serve le manovra finanziaria, la BCE o altro per portare gli italiani ad immettere di nuovo liquidità nel flusso economico: basterebbe che tutti ci lasciassimo.
I single si iscrivono in palestra.
I single cambiano auto.
I single comprano abiti nuovi ogni weekend.
I single hanno bisogno di nuovi completini intimi / boxer.
I single devono uscire tutte le sere.
Mi servirebbe un mutuo per finanziare la mia neo-situazione sentimentale. Quindi, deduco che i single potrebbero anche contribuire al salvataggio della Monte dei Paschi di Siena. 

4- (vale solo per le ragazze) Una single può presentarsi a qualsiasi locale, con qualsiasi dress code, e riuscirà ad entrare. Nessun buttafuori resiste di fronte agli occhi da cerbiatta che siamo capaci di sfoderare in situazioni come queste.

5- Potete non depilarvi ogni settimana. Magari tenete a bada le ragnatele, quello sì. E' una questione igienica.

6- E' possibile evitare rapporti di facciata con la famiglia del fidanzato. Tanto, peggio di così...

7- I single sono svincolati dal tedioso compito del messaggio del buongiorno e della buonanotte.
Per quelle frasi lì ci sono già i Baci Perugina: quando avrete voglia di leggere qualcosa di dolce, scartatene uno e godetevi la buonissima crema alle nocciole. Ricordatevi che un uomo non sarà mai come il cioccolato.




8- I single godono di indipendenza abbigliamentaria. Una ragazza può finalmente mettere quella gonna troppo corta (a seconda dell'ex), un ragazzo è libero di uscire con la t-shirt di Snoopy senza sentirsi chiamare "bamboccione".

9- Una ragazza single si risparmia gironi di andata e di ritorno del campionato di Serie A, B, C, D ed Eccellenza. E solo questo fattore dovrebbe prosciugarvi immediatamente le lacrime.

10- I single sono più magri, perché non sono obbligati a presenziare ad ogni micro-evento della famiglia dell'altro (compleanno del criceto, festa di laurea del furetto ecc.).




Per non parlare del fatto più ovvio: siete LIBERI.
Se un giorno vi viene in mente di provarci con quel ragazzo che in quinta superiore vi spiegò la ricetta della trota salmonata, potete farlo.
Se vi viene in mente che i capelli blu non sono poi così male, potete farveli.
Se vi viene in mente di iscrivervi ad un corso di allevamento di formiche da combattimento dove gli unici frequentanti sono uomini, potete farlo.

Ragazze, non disperate. Chiudersi in casa ad ascoltare "Spaccacuore" di Bersani non vi porterà a niente.
Piuttosto, pensate all'altro Bersani: sicuramente una piccola risatina vi scapperà. Vedete. Non siete le persone messe peggio in tutto il mondo.

Morto un papa si fa un papa e un cardinale, si diceva; proprio ora, però, ci stiamo rendendo conto che è possibile avere addirittura due papi: non precludetevi nulla.

Nessuno è insostituibile; e poi, se Camilla Parker Bowles è riuscita a trovare il suo principe azzurro, non vedo perché voi non possiate fare altrettanto.

Ora focalizzatevi su voi stesse; quando meno ve lo aspetterete, il fantasma di Alberto Castagna col suo camper vi comparirà in sogno e troverete un nuovo amore. 
Nel frattempo, però...ecco. Avete capito.






giovedì 20 giugno 2013

Manuale d'amore - summer edition

Sentite quanto è caldo?
Sudate anche da fermi?
Vi sentite evaporare?
Siete rimasti in casa nelle ore più calde - avete bevuto tanto - mangiato molta frutta e verdura- vi siete vestiti leggeri - soprattutto bambini e anziani? Oppure avete messo la nonna nel forno?
Signore e signori, dopo lunga attesa è arrivata...è ESTATE!

La stagione delle vacanze, del mare, del sole, del cuore, dell'amore.
E proprio di questo vorrei disquisire oggi: delle cotte estive. 
Che non sono le nonne cotte nel forno di cui sopra.
Sono gli amori eterni che durano due mesi, i flirt, le scappatelle che ci concediamo durante la stagione calda.

Saranno i drink che scorrono a fiumi nei mesi di luglio - agosto, sarà l'abbronzatura che ci fa sentire divinità spalmate d'oro, sarà il cocomero; fatto sta che i nostri ormoni l'estate impazziscono. Anzi, i vostri, perché io ho caldo e non ho voglia di sprecare energie in futili attività amatorie.

Ma come conquistare la ragazza col bikini di Calzedonia che vi piace tanto? 

***

(notare che tutte le ragazze hanno il bikini di Calzedonia. Se ne deduce dunque che "basta un buco" sarebbe un'affermazione più appropriata per descrivere la situazione. Ma ci sono dei bambini a quest'ora: facciamo loro credere che dietro tutte queste dinamiche ci sia l'amore)

***

In qualità di sindacalista del genere femminile, posso provare a darvi dei consigli su come arrivare ad averla finalmente tra le vostre braccia, inebriata dal profumo di salmastro e di ascella sudata che emanate quando siete sulla spiaggia.

La prima cosa che vi posso suggerire, è che a noi ragazze piacciono gli uomini col fisico.
Le tartarughe sono il nostro animale preferito. Se sono marine, ancora di più.
Purtroppo non tutti avete allevato con amore, costanza e dedizione la tartaruga che avete davanti, facendo sì che ella si girasse dalla parte del guscio.
Ma non disperate: potete sempre ricorrere al vecchio trucco del trattenere il fiato. 
Le spalle si gonfiano, il torace diventa testosteronicamente aggressivo. 
Il volto si fa paonazzo.
Così potete dire di essere anche più abbronzati.

Attratta da cotanta potenza e virilità (però depilatevi il petto, per carità, che di tartarughe pelose non ne vogliamo sapere), la signora calzedoniata si appropinquerà gioiosamente zampettando fuori dall'acqua sentendosi Halle Berry, mentre in realtà le movenze sono più simili a quelle di Moby Dick.

Voi assecondatela nel dialogo, offritele un gelato.
Lei rifiuterà, ma non demordete: ci tiene solo a mantenersi in forma per voi.
In forma rotonda.

Invitatela la sera a bere un drink: non potrà dire di no. 
Lei si presenterà col tipico abbigliamento estivo, discinto e sbarazzino.
Per questo voi dovrete indossare pantaloni larghi.

Il succo dei flirt estivi è questo: voi sapete che si tratterà di una botta e via; tuttavia, dovete sopportare tantissimi convenevoli tipici del corteggiamento che manco se andate a prendere il the con la Ely a Buckingham Palace. 

Dopo che lei vi avrà raccontato che il pomeriggio ha dovuto prendere un'importante decisione riguardo al proprio futuro (infradito bianche o rosa?), e dopo aver risposto che OVVIAMENTE ha fatto la scelta giusta, è fatta. 
E' vostra. (difficile eh, fare conquiste in estate?)

Fate in modo che, a questo punto, la combinazione drink + caldo non provochi una reazione di avvizzimento del balcone. Controllatevi. O ora o mai più.

Una volta finito il tutto, cercate di svignarvela con eleganza.

Non usate la classica scusa "mia madre se non torno la notte si preoccupa e chiama Chi l'ha Visto perché ci tiene che assaggi le sue melanzane alla parmigiana della domenica": ricordatevi che siete già a casa vostra.
Deve andarsene lei (e non tornare mai più).

Un modo per disfarsi con certezza matematica di una donna è utilizzare una delle seguenti frasi:
- Mi è piaciuto tanto fare l'amore con te, Sara. (La condizione è che lei non si chiami Sara)
- Mi piaci perché non sei di quella bellezza ormai standardizzata e banale; mi piaci perché non sei la classica magra figona.
- "Pronto mammina, il tuo mimmino arriva subito. Il lattino scaldamelo tra un pochino".
- Volevo solo scopare.

Lei si alzerà indispettita, vi farà una scenata perché tanto se lo immaginava, gli uomini sono tutti uguali, pensano con un organo diverso dal cervello, ma per chi mi hai preso, io non sono una di quelle là, sei uno stronzo.

Chiuderà la porta sbattendola, e si metterà a piangere.
Dalle risate.
Perché sapeva già tutto :)



venerdì 7 giugno 2013

La Chatte is back!

Chiedo venia, chiedo venia, chiedo venia.
Mi prostato ai vostri piedi.
La Chatte è stata impegnata in questo periodo. La Chatte aveva il vuoto mentale. La Chatte era senza ispirazione.
Però voi in giro dite che ero in una clinica privata a disintossicarmi, che fa figo.

Finalmente non ho nuovamente nulla da fare, e posso tornare ad occuparmi del blog.
Anche se ho un po' fretta, perché è venerdì. Stasera devo uscire. Devo prepararmi. Fisicamente, psicologicamente e logisticamente.

Perché voi che vivete in Italia non potete capire quanto sia difficile affrontare un fine settimana in Versilia, specialmente se accompagnato dalle prime brezze estive che tanto piacciono ai turisti di Milano.

(A proposito, se mi leggete da Milano: piove, non state a venire)

Un venerdì sera da Chatte inizia di solito alle 17.00: la prima fase da affrontare è la temibile, dolorosissima, sacrifichevolissima ceretta. Fai-da-te, ovviamente, così risparmio e con i soldi di una ceretta (30,00 €) mi ci pago un bicchiere di Tavernello in centro a Forte dei Marmi.
Dapprima l'ingannevole cera scalda languidamente i tuoi polpacci, in modo da portarti a credere che "stavolta non farà male".
Poi c'è il conto alla rovescia prima dello strappo.
5...4...3...2...2,5...2.2....1..
No aspetta cambio canzone sull'Ipod.
Dicevamo
5...4...3...2...2,5...2.2....1..
Mamma il gatto vuole mangiare!
Insomma 
5...4...3...2...2,5...2.2....1..
STRAP.

Il male. Il dolore unico. 
Le donne hanno una soglia più alta del dolore rispetto agli uomini, si sa, ma non è per sopportare il parto, sciocchi! E' che altrimenti non riusciremmo a fare la ceretta.
Tralascio la zona inguinale, sappiate solo che in quel momento di solito Bibbia e Vecchia Fattoria si mischiano allegramente nella mia bocca producendo combinazioni zoo-blasfeme talvolta piuttosto divertenti.

La prima fase è andata.





Seguono i consueti 50 minuti di doccia che manco fossi uscita da scavare il carbone in una miniera belga.
Olio sulle gambe doloranti per la ceretta, che nel frattempo iniziano a presentare puntini rossi che la pimpa a confronto si può anche scansare.

Lo smalto. 
Si tratta di una scelta da non sottovalutare. Il colore delle nostre unghie riflette il nostro umore, le nostre aspettative, le nostre intenzioni.

Lo smalto nero è quello da sindrome pre-mestruale.
Se invece vi trovate davanti una ragazza con le unghie laccate di rosso, comprate una scatolina di Viagra per sicurezza.
Se le unghie sono color pastello, la ragazza vuole giocare; comprate il Viagra.
Se le unghie sono gialle, si tratta di Sindrome da Titti e Silvestro: lei vi sfuggirà ma poi alla fine si lascerà prendere. Comprate il Viagra.

Insomma, noi donne abbiamo una rosa molto vasta di aspettative per potenziali finali di serata. Se saprete interpretare il colore dello smalto, metà del gioco sarà fatto.

Io generalmente lo metto color Burgundy (che per chi non è fescion bloggher corrisponde all'antico e obsoleto Bordeaux), che è quello che asciuga prima, non so per quale oscura ragione.

L'asciugatura + messa in piega del capello richiede 40 minuti buoni buoni, perché a Forte se esci con i capelli leggermente fuori posto sei un PORACCIO e non puoi entrare in CAPANNA.

La fase peggiore è la scelta dell'abito. Perché noi donne non abbiamo niente da metterci. 
Tutto ci sta male.
Sembra che nei camerini dove andiamo noi a provare le cose abbiano messo gli specchi deformanti del luna park.
E se poi abbiamo freddo?
E se poi abbiamo caldo?
Un dilemma che impiega almeno un'ora.
Alla fine ci mettiamo sempre il solito tubino nero, credendoci Chanel; in realtà sembriamo proprio un tubo Innocenti. Altro che petite robe noire.

Make up copri-vergogne: 50 minuti.

Noleggiare una gru per salire sui tacchi 14 cm.
Mettere le ballerine in macchina, perché tanto a metà serata cadremo/ci faranno male i piedi.

Andare a fare l'aperitivo.
La cena.
La bevuta dopo cena.
Perdere il senso della dignità.
Mandare a puttane 5 ore di preparativi in 5 minuti iniziando a ballare Ai Se Eu Te Pego sul Viale a Mare agitandosi più del dovuto.

Aspettare che il fidanzato (che da oggi sarà lo Chattino - si legge "sciattino" ma non è un'offesa) ci venga a recuperare per portarci finalmente nel letto e salvare quel briciolo di reputazione che ci è rimasto.

Toccare il letto e addormentarsi in due minuti che manco Giucas Casella con l'ipnosi.
Lasciare lo Chattino con un palmo di naso.
Risvegliarsi il sabato mattina e chiedersi il perché di tutto questo.

Perché mettere i 14 cm se poi dopo un'ora abbiamo le ballerine?
Perché truccarsi se tanto poi si perde il controllo della muscolatura facciale?
Perché buttare ore a decidere come vestirsi, se poi non cerchiamo altro che qualcuno che ci spogli?

La risposta a tutto questo è una sola, ma la detiene Jerry Calà in una teca costruita dopo aver girato Sapore di Mare. 
Quindi non lo so.
Ma lo faccio.




martedì 12 marzo 2013

Mistero

Eccomi tornata! Perdonate l'assenza, ma anche le Chatte lavorano (si fa per dire) e la sera sono stanche. Non che quando sono stanca non riesca a concepire stupidaggini (per carità), ma arrivo ad un livello talmente basso di humor che è meglio tenerselo per sé.
Sono cosciente di aver sprecato molte occasioni su cui poter ironizzare, quali il 31 febbraio e la festa della donna; siamo qua per rimediare.


Bossari si è misteriosamente ammalato.

Ha contratto un virus misterioso che lo costringe a pratiche misteriose, come ad esempio la misteriosa deambulazione notturna nel perimetro della propria misteriosa abitazione, al buio, alla ricerca spasmodica di un vespasiano. Probabilmente quello che i profani misteriosamente definiscono "diarrea" non è nient'altro che una prova misteriosa degli esperimenti degli alieni fatti su Bossari mentre visitava una chiesa sconsacrata abitata da fantasmi che fanno cerchi nel grano.
In sostanza, Bossari è ko.
La redazione di "Mistero" ha quindi deciso di rivolgersi alla sottoscritta affinché lo sostituissi per una puntata.
Dopo aver scartato l'ipotesi di mandarmi in onda in tv con tanto di immagini, al fine di evitare fraintendimenti su chi fosse lo zombie di fronte a un'immagine della sottoscritta accanto a un quadro di un morto vivente, abbiamo optato per la scelta più intelligente: condurre un'indagine (misteriosa, ovviamente) attraverso un post.

Ebbene, oggi la Chatte si tinge di nero, e non perché ho sbagliato a mettere l'eyeliner.
Insieme ci addentreremo in uno dei luoghi più misteriosi che esistano al mondo, in quanto è l'unico posto in cui si può registrare il VUOTO ASSOLUTO (manco la polvere ci vuole stare): il cervello dell'elettore berlusconiano medio.

Sono certa che nessuno di voi si offenderà, in quanto NESSUNO VOTA MAI BERLUSCONI. 
Il giorno dopo le elezioni, tecnicamente una persona su tre (UNO SU TRE SIGNORI, UNO SU TRE) doveva ammettere che "sì, l'ho votato" - segue linciaggio.
E invece...puf, gli elettori del PDL si volatilizzano. Nessuno lo vota ma sfiora il trionfo.
Ecco il primo mistero su cui oggi, amici misteriosi, indagheremo: chi cacchio lo ha votato?
Studiosi tedeschi sostengono che il potere di Silvio sia talmente forte che riesce con la forza della mente a muovere le penne di elettori inconsapevoli, che sono convinti di star mettendo una croce sul simbolo del loro partito favorito e invece stanno solo mettendo una croce sul futuro dell'Italia. Lo sforzo di Silvio in quel momento è così forte che è costretto a chiudere gli occhi e stringerli fortissimo; fatto da cui deriva la grave patologia che lo affligge da giorni: una congiuntivite fulminante che lo costringe in una stanza di ospedale. E pensare che aveva anche un processo a cui partecipare questi giorni! Chissà come si è arrabbiato con quel dottore cattivo che lo ha ricoverato!




Silvio mentre esegue un incantesimo



Ma torniamo al discorso principale: cosa accade nel cervello di un Berlusconiano Medio (d'ora in poi "BM" per comodità)?
Il vuoto che vi regna incontrastato a volte può essere sostituito da altro?
Ma perché non ha deciso di aderire all'idea degli astensionisti?

Iniziamo specificando lo scopo per cui è stato creato il cervello di un BM: per separare le orecchie.
Sembra una cosa da niente, invece è molto importante: ricordate quando le audiocassette erano registrate in Mono invece che in Stereo? Ecco.

Talvolta, in effetti, il vuoto viene colmato da una leggera attività cerebrale.

Studi clinici in cui sono stati attaccati elettrodi alle tempie di un campione di 100 BM hanno dimostrato che si può registrare una lieve attività cerebrale in risposta allo stimolo musicale denominato "Menomale che Silvio c'è". Roba da poco comunque.
L'attività maggiore è stata però pervenuta quando i soggetti BM sono stati sottoposti ininterrottamente al mantra "Abolizione IMU" per 10 minuti consecutivi: il 50 % di essi ha in seguito iniziato a scrivere ovunque il proprio IBAN (n. 3 soggetti se lo sono tatuato sul polso per non dimenticarlo); mentre l'altro 50% si è messo in fila di fronte al bancone della reception della clinica dopo aver issato dietro di esso una cartello con scritto "Poste Italiane". Che mistero.




Dopo il test dell'attività, i BM sono stati chiamati per svolgere colloqui psicologici privati al fine di registrare il loro Q.I.I. (Quoziente d'Indipendenza Intellettiva) e di comprendere perché non hanno invocato il legittimo impedimento a recarsi alle urne - che sarebbe anche stato accolto: bastava dicessero "vorrei votare PDL ma non posso venire" perché tutti rispondessero in coro "ok stai pure a casa".

Per quel che concerne il Q.I.I. i dati sono sconcertanti: esso si aggira mediamente intorno all'1%, con picchi del 5% sui soggetti che rimpiangono comunque il Fini dei tempi d'oro. A proposito, se conoscete qualcuno che ha bisogno di un agente immobiliare, so che Gianfranco sta cercando; contattatelo.

Il motivo per cui invece hanno deciso di non astenersi dal voto non è ben chiaro agli studiosi.
Alcuni adducevano la giustificazione che dovevano salvare l'Italia dalle toghe rosse (ma se ce lo dicevate, le tingevamo di blu, che ne so, e si risolveva tutto). Altri per la restituzione IMU (certo che bastava dirlo: avremmo detto a Bersani/Grillo/Monti che vi piacciono le favole e magari ve le raccontavano pure loro). Altri perché non trovavano nessun altro da votare (non hanno mai provato a cambiare canale quando guardavano il TG5?). Altri perché Silvio li faceva ridere (c'è Grillo per questo). Altri per tradizione familiare. 

Fatto sta, amici miei, che Silvio is back. E mo' son cazzi.


Questi i risultati della nostra puntata di Mistero di oggi.
Resta però un altro fatto inquietante: i 100 BM, appena usciti dalla clinica, hanno iniziato a correre e gridare "io non l'ho votato!". Quasi come se ne vergognassero alla fine. 
Ma non ci è dato saperlo. Rimarrà per sempre un...MISTERO.








venerdì 22 febbraio 2013

About La Chatte

Ormai sono quasi sei mesi che vi rompo...ehm, che vi delizio con i miei post dal contenuto salvifico per l'umanità intera.
Credo quindi che sia giunto il momento di farvi conoscere più a fondo l'autrice di codeste perle (d'allevamento) di saggezza, così da poter apprezzare ancora di più la logica perversa e il nonsense assoluto che si celano dietro ogni parola che compare su questo blog.

Non vi tedierò con il racconto della mia vita dall'infanzia (ebbene, mio malgrado sono stata anche io una marmocchietta - smorfiosa, tra l'altro) fino all'età adulta (???); bensì stilerò una lista con i miei principali pregi e difetti. Tipo quella della spesa, per capirci, solo che non c'è scritto di ricordarsi le uova.

Let's get started.


PREGI CHATTOSI

- Sono vegetariana. Lo considero un enorme pregio, credo che la società occidentale sia arrivata a un punto tale da poter decidere di non mangiare più carne.
Ovviamente essere vegetariani implica un rispetto quasi sacrale per TUTTI gli animali, zanzare incluse. Ecco, quest'ultimo aspetto mi provoca una serie inesauribile ed inesaurita di figure meschine, dal momento che io non uccido le zanzare: le scaccio. Ora voi immaginate me, in piena estate, con 40°C, che inizio ad agitare convulsamente la braccia per scacciare un essere invisibile agli occhi dei più manco fossi Riccardo Muti dei tempi d'oro: pietà.

- Mi piace ridere. Rido di tutto, a volte mi dicono che sono infantile, ma non mi interessa. Faccio le vocine in falsetto per imitare i topini di Cenerentola mentre le cuciono il vestito. Sembro stupida. A volte lo sono. Ma vivo meglio di chi affronta tutto con serietà senza mettere un minimo di leggerezza in tutte - o quasi - le situazioni della vita. Gli unici momenti in cui non sono orgogliosa di questo mio pregio è quando mi vengono in mente battute che non posso esternare e allora inizio a ridere da sola. Ecco, lì è imbarazzante.

I miei pregi finiscono qui.
Iniziamo con i difetti.


DIFETTI CHATTOSI

- Soffro di herpes labiale. E' una vera condanna, perché l'herpes è il bastardo numero 1: non c'è mai, ma riesce a saltare fuori solo nei momenti in cui ti auguri non lo faccia. Anniversari, compleanni, calendario Pirelli. Già, ero stata chiamata per partecipare allo shooting del Pirelli 2010 (in qualità di modella), ma non ho potuto partecipare perché mi è venuto l'herpes, che sfiga. 

- Sono laureata con master. Lo considero difetto in quanto ho incontrato persone che mi hanno detto (alle spalle) che una laureata non può fare discorsi come quelli che faccio - ad esempio - su questo blog. Per cui, data la mia crociata per una vita più leggera, considereremo da oggi un difetto avere una laurea. (prego leggere il tutto con ironia)

- Nonostante il mio status di fidanzata, ho preservato una notevole dose di acidità che mi spinge al ripudio verso le coppie cicciopucciose (termine coniato da me medesima in uno di miei attacchi di acidità).

- Quando ero piccola andavo ai compleanni e mi mettevo al tavolo a mangiare. La mia attività mandibolare proseguiva fin tanto che non arrivava il dolce: non mi alzavo fino a quel momento. Ero la preferita di tutti i genitori perché non facevo casino, ma se ora avessi la possibilità di parlare con quella bambinetta spocchiosa galateosa che ero due discorsetti me li farei. Anche perché il vizio della prolungata attività mandibolare mi è rimasto, accidenti.

- Mi piace da morire giocare a Draw Something e disegnare cose difficili da indovinare.

- Adoro l'insalata. Da considerarsi difetto in quanto se in giro ti vedono al tavolo seduta che mangi insalata parte subito l'associazione insalata = anoressia. Poi mi alzo dalla sedia e deducono che (molto) evidentemente non lo sono. Però mi da' noia che lo abbiano pensato anche solo per un momento.

- Sono malata di errori di grammatica. Non li sopporto. Li individuo a metri di distanza. Giuro che se mi mettete sotto gli occhi cinque righe scritte, io in due secondi avrò già visto gli errori da correggere. 

- Sono malata di lingue (GLI IDIOMI, per chi legge con malizia...non il deodorante anni '90, ovvio.). Essendo io una discreta conoscitrice di inglese e francese, questo mi impedisce di convivere serenamente con t-shirt che rechino scritte errate nelle lingue sopra citate.


- Ho una dipendenza incurabile dai crackers dell'Eurospin e dalle chips di mela (che non si trovano quasi da nessuna parte, mortacci vostri!).


- Non parlo durante i primi 40 minuti che seguono il mio risveglio. Sì, lo so che una donna muta potrebbe sembrarvi un dono divino. Il problema è che se per caso mi rivolgete domande/richieste in quel famigerato lasso di tempo, io vi uccido con le parole, non scherzo. Ovviamente mia mamma non l'ha ancora capito, nonostante una mattina io abbia tentato di spiegarglielo raccogliendo in me tutte le forze positive dell'universo per mantenere la calma. Lei continua a chiedere informazioni, a stilare liste della spesa, a domandare se ho messo a posto il cassetto delle mutande quando io non vorrei fare altro che mangiare in santa pace il mio yogurt alla ciliegia.

- Sono abbastanza (leggere "molto, eccessivamente") testarda. 

- V.M. 18 anni: mi piace la birra. Quando esco il venerdì sera sono uno spettacolo della natura: tacco 12, calze nere, tubino nero iper-elegante e bottiglia di Corona in mano, come nei peggiori bar di Caracas. Bleah.



Ok, adesso potete smettere di seguirmi.
Per chi invece ha deciso di continuare...alla prossima!











giovedì 21 febbraio 2013

Votatemi

Domenica e lunedì saremo chiamati alle urne per esprimere la nostra sacrosanta preferenza di voto.
Dopo tanti accenni nei post precedenti, allusioni politiche e pseudo-promesse, vi do la notizia: SCENDO IN CAMPO!! E non per annaffiare le fragole.

Votate La Chatte.
Per un'Italia giusta, equa e senza parcheggi a retromarcia.

Il mio programma elettorale prevede pochi, semplici punti che io e il mio Consiglio dei Ministri (formato esclusivamente da me e da Johnny Depp) approveremo nel giro di un mese dalla nostra elezione.





Il primo punto è la tassazione delle vocali sugli stati di Facebook.
Se anche voi siete stufi di leggere aggiornamenti di stato del genere "AmiIiIcAaAaAaA MiIiIiIaAaAaA t LoOoOoOvvOoOoO", se anche voi siete cresciute con La Ruota della Fortuna e sapete che le vocali si comprano (a differenza delle consonanti), votatemi.

Aboliremo l'istituto del parcheggio.
Il parcheggio è una cosa stupida, inutile: perché perdere dieci minuti per incastrare l'auto in un buchetto da cui non riusciremo più ad uscire? Perché vanificare l'azione del deodorante sudando come cammelli mentre giriamo il volante? Perché scendere dall'auto e scoprire che, nonostante tutto, le ruote sporgono ancora di 15 cm dalla riga bianca?
Votate La Chatte: con me potrete lasciare la macchina dove più v'aggrada, senza oneri di parcheggio (2€ l'ora, ma stiamo scherzando?) né sforzi fisici alcuni.

Introdurremo il RMS, il Reddito Minimo di Shopping.
Garantiamo un minimo di 500 € mensili da spendere in abiti, scarpe, borse e trucchi, senza dimenticare l'estetista. E' vero che l'abito non fa il monaco, ma nessuna di noi ambisce a fare il frate, diciamocelo.





Aboliremo le previsioni meteorologiche 24 ore su 24, perché alla fin fine, se proprio ci pensiamo a fondo, realizzeremo che il tempo non è che si può cambiare. Quindi, se piove, peace & love. E' inutile farsi il sangue marcio prima; tanto più che il 70% delle volte toppano clamorosamente.
Copriremo le ore di tv lasciate scoperte con le repliche della prima stagione di Clio Makeup.

Incarcereremo Gigi d'Alessio per il reato di "disturbo della quiete pubblica", perché le sue canzoni non si possono e quindi non si devono sentire.

Celebreremo ogni anno la festività dell'arrivo dell'inverno in una data che verrà stabilita con un referendum democratico a suffragio universale esteso ai gatti. Dobbiamo pur festeggiare la momentanea interruzione delle cerette e dello smalto sulle dita dei piedi, no?

Introdurremo il reato di "eccesso di sguardi sul lato B in palestra", perché vogliamo sudare in santa pace senza che gli uomini impegnati a trasformarsi in Big Jim tengano i loro occhietti fissi sulle nostre grazie. Che poi, più che a Big Jim la maggior parte di loro somiglia a uno dei Muppet.



Il sogno

La realtà


Detasseremo le creme anticellulite in quanto bene di prima necessità.
Tasseremo invece la Nutella in un ordine percentuale del 100%, così da rendere efficace il bene primario di cui sopra.



A parte le stupidaggini, desidero dirvi una cosa seria: ANDATE A VOTARE. Non mi interessa per chi o per cosa, l'importante è che esercitiate il vostro dovere di cittadini/e, che però si può trasformare anche in un favoloso DIRITTO: il diritto di scegliere quel che è meglio per noi.
Buona fortuna!

venerdì 15 febbraio 2013

Il parziale di Sanremo

Ieri sera era San Valentino...quindi, ho guardato il Festival di Sanremo. Col mio ragazzo però, eh, che noi siam romantici. 
Essendo la terza serata, alla fine hanno proclamato la classifica parziale della gara, di seguito riportata per chi non avesse guardato il Festival (sacrilegio!):


1 – Marco Mengoni
2 – Modà
3 – Annalisa
4 – Chiara
5 – Raphael Gualazzi
6 – Simona Molinari e Peter Cincotti
7 – Maria Nazionale
8 – Elio e le storie tese
9 – Daniele Silvestri
10 – Max Gazzè
11 – Simone Cristicchi
12 – Malika Ayane
13 – Marta sui tubi
14 – Almamegretta

A questo punto, viste le mie competenze in campo musicale (ho studiato flauto per ben tre anni alla scuola media - perché era obbligatorio - e teoria musicale - ai compiti in classe però copiavo) vorrei esprimere il mio parere personale, e sottolineo personale, sui risultati comunicati ieri sera.

Io desidero sapere chi è che ha permesso che Max Gazzè (Max Gazzè!!) fosse decimo in classifica, preceduto da Daniele Silvestri: la cosa che mi stupisce, poi, è che non sono solo io a pensare che i due pezzi di questi cantanti meritassero un posto ben più in alto. Se non altro per premiare la fioritura estetica del Daniele.




Daniele nel 2007


Daniele nel 2013 
All'ottavo posto troviamo Elio e le storie tese, con la sua "Canzone mononota" che è un capolavoro di irriverenza e ironia. Anche qui, non capisco una cosa: alla fine della loro esibizione, l'Ariston è scoppiato in boato...e sono ottavi.
A parte questo, io mi meraviglio delle prime posizioni.
Maria Nazionale, che la prima sera si è presentata vestita da prosciutto di Parma con i brillantini, è settima con una canzone dal testo che mi rimane oscuro perché (ahimé) IO NON CAPISCO IL NAPOLETANO. Trovo comunque che il neo-melodico da matrimonio anni '80 sia decisamente superato.



Simona Molinari e Peter Cincotti esagerano, a partire dal numero di swarovski che tutte le sere la parte femminile del duo sfoggia. Va bene che la sera è concesso brillare, ma lei sembra più una pattinatrice dell'Ice Gala. 
Raphael Gualazzi mi sembra uscito da un piano bar americano o da un Ikea, vista la stazza da armadio.
Chiara quarta ce po' stà, anche se continuo a non capire il motivo per cui l'abbiano messa nei big solo perché ha vinto Ics Factor. E' come dire che io sono brava a fare dolci dopo essere riuscita a infornare il preparato per torte Buitoni.
Veniamo ora al podio, che io - se rimarrà così - contesterò vita natural durante.
Terza, Annalisa. Una che si presenta col look out-of-bed (nel senso che pareva ancora in pigiama) e che canta una marcetta che sembra scritta dal Coro dell'Antoniano non può e non deve arrivare terza. Suvvia.


I Modà sono secondi: io alla fine delle loro canzoni (di tutte, perché sono tutte uguali) devo andare dal dentista a togliermi le carie, grazie ai favolosi argomenti di cui trattano. Tipo l'amore, le rose, il sole e le fragole. Originaloni. Però, la canzone di Sanremo presenta una piccola variante: dice che se potessimo non morire potremmo fare più cose. Ma dai???? E dove hai studiato per avere un'intuizione di tale portata??
Primo: Marco Mengoni, con una lagna che non mi ha fatto venire il latte alle ginocchia, di più: c'ho direttamente la centrale della Parmalat. Ma poi avete visto come strabuzza gli occhi? Voglio dire, se la neve a Sanremo non c'è più un motivo ci sarà. Qualcuno l'avrà pure sniffat...ehm, tolta.
Appoggio gli ultimi in classifica invece, quei pezzi non mi piacciono proprio.

Per quel che riguarda i ciòvani, niente da ridire, a parte il fatto che quel manzetto del Cile io lo avrei salvato. 
L'unica cosa, consiglierei a quella figona di Ilaria Porceddu di mettersi un nome d'arte: una non si può chiamare con un nome che suonerebbe tipo "Ilaria la maiala". E di mettere un vestito meno sparaflesciante.

Un plauso alla Lucianina, che ha sempre la battuta pronta e che riesce a rendere piacevole anche vedere un programma che è alla sua edizione numero 63. 
Il suo duetto con Carla Bruni - che non si poteva vedere - è stato un momento storico! 
La vincitrice del Festival, per me, sarà lei!



PS: mentre cercavo un'immagine per Ilaria Porceddu, ho cambiato idea. Va bene "Ilaria la Maiala". Provate per credere!!



lunedì 11 febbraio 2013

San Valentino

Che non mi si dica che non ci tengo a voi, che non mi si dica che sono acida, che non mi si dica NIENTE, insomma. 
D'altra parte, avendo una vagina dalla mia, potete immaginare benissimo che anche un eventuale scontro finirebbe con la ragione che si rotola felice verso di me.
Quindi, dicevo. 
Non mi dite che sono acida e che istigo alla zitellaggine, dal momento che per la seconda volta dedicherò un post all'ammmore! (L'altro lo trovate qui).
In particolare, approfondirei oggi la spinosa questione di San Valentino, una festa ormai alle porte, manco fosse un testimone di Geova.



Festeggiarlo o non festeggiarlo?
Manifestare il proprio amore o fare gli alternativi e dire che "per noi San Valentino è tutto l'anno"? 
A questi interrogativi io risponderei con due differenti versioni.

DONNE.
E' arrivato l'arrotino.
A parte questo, amiche mie, io in verità vi dico: non festeggiatelo. 
Non state a spendere soldi in Baci Perugina confezionati in quelle scatolette falliche, tanto: 

a) l'uomo non apprezza niente di alimentare che non sia uscito da McDonald's; 
b) i 10 € in più di ricarico sui Baci causati dalla presenza di quei foglietti con le frasine amorose (la maggior parte delle quali scritte da un certo "Anonimo", molto bravo tra l'altro) sono buttati, perché l'uomo usa quella parte dell'incarto per sputarci dentro il chewing-gum che sta masticando.

Non siete voi a dover festeggiare il vostro amore per lui; piuttosto, è il vostro lui che dovrebbe accendere un cero alla Madonna tutti i giorni per aver trovato qualcuna che non fosse sua madre che gli stia accanto.




UOMINI.
Nemici miei, a voi in verità vorrei dire: PROVATECI.
Provateci a non festeggiare San Valentino.
Ovviamente, la vostra fidanzatina vi dirà "ma no amore, non mi importa, per me il regalo più bello è stare ogni giorno con te" (falsa-falsa-falsa!). Se avete letto con un minimo di attenzione questo blog, avrete capito anche voi che se una donna dice una cosa, elle intende esattamente il contrario. Quando dice "Non mi importa che tu mi prenda il gelato" significa "voglio il cialdone da 5 gusti + panna"; se invece dice "Sì, prendimi il gelato" significa "se me lo prendi allora vuol dire che mi vedi grassa e mi lascerai per una più magra di me".
Pertanto, se la vostra dolce metà dirà che non vuole nulla il 14 febbraio (perché vi ricordate che San Valentino è il 14 febbraio, vero?), ripeto: provateci a presentarvi a mani vuote.

Fosse per noi, in effetti San Valentino sarebbe veramente tutti i giorni: ovvero, ogni mattina dovreste svegliarvi prima di noi, portarci la colazione a letto con un biglietto che non sia "ho finito la birra", una rosa rossa e un anello di fidanzamento. 
Sì, un anello tutti i giorni. 
Sì.

Abbiamo però interiorizzato ormai la delusione che non sarà tutti i giorni così; ma almeno per un giorno, noi lo ESIGIAMO. E quel giorno, checché se ne dica, è il 14 febbraio. Punto.

Dovete portarci a cena fuori, dovete coccolarci, magari regalarci un weekend romantico fuori città.
Occhio però, perché non tutti i regali sono ben accetti in questa festa così importante.

Un completino intimo, ad esempio, non è gradito: e, attenzione, non per il completino in sé,  quanto perché se voi andate in un negozio di lingerie lo fate con la convinzione di dover "vestire" (notare le virgolette) Ilona Staller. Apriamo la confezione e ci troviamo in mano due copricapezzoli...a forma di cuore, per l'occasione. Che romantici.




Un libro sull'amore non è gradito: siamo già fidanzate, non abbiamo bisogno di apprendere nulla di nuovo (lasciatecelo credere, almeno, su!). E soprattutto, evitate di farci leggere il capitolo che parla del tradimento e dei segnali che lo accompagnano: lo dico per voi, sarebbe la fine delle vostre partite di calcetto.

Un blu-ray di un film strappa-lacrime non è gradito. Noi non sappiamo cosa sia il blu-ray.


Ecco invece alcuni regali che ci potete proporre in tutta tranquillità.

Un dvd di un film strappa-lacrime. Anzitutto sappiamo cosa sia un dvd, poi ci piace da matti struggerci sul divano e versare lacrime per tragedie altrui. Esiste però un oscuro risvolto della medaglia: alla fine del film, quando lei lo lascia per tornare con l'amore della sua vita (lo sfigato del college che in due anni si è trasformato in figo pazzesco-ricco-di successo), avverrà un interrogatorio nei vostri confronti che inizierà con la domanda "amore, ma tu mi lasceresti mai per tornare con la tua prima fidanzatina?". 
Fuggite, sciocchi!

Cioccolatini. Chili di cioccolato. Cascate di cacao.
Il risvolto della medaglia, in questo caso, sarà il doverci sopportare il giorno dopo quando i sensi di colpa si scateneranno. L'interrogatorio prevede stavolta un inizio con un "amore, trovi che mi sia venuta la cellulite?".
Anche qui, vi consiglio la fuga.

Una cena fuori.
Le conseguenze sono identiche a quelle dei cioccolatini, accompagnate però anche da un vistoso alleggerimento del vostro fondo monetario.
Ma l'amore per noi non ha prezzo...vero?