venerdì 7 settembre 2012

La Théorie de la Lingerie


Ed ecco, dopo aver parlato nientepopodimenoche delle forcine per capelli, in questo mio secondo post affronterò un secondo tema che sarà molto, molto più intimo. E quando dico “intimo”, lo intendo nel vero senso della parola: vi esporrò ora la mia Théorie de le Lingerie, detta anche la Teoria delle Mutande.
Sembra una stupidaggine, ma sono fermamente convinta che su Cioè tutti quei test sulla personalità (ammettetelo che lo avete fatto anche voi “dimmi cosa mangi e ti dirò come baci”!!) siano stati praticamente inutili, a fronte dell’importanza che la biancheria intima assume quando si tratta di determinare l’umore di chi la indossa o la sua personalità. Potrei andare in giro a tirare giù i pantaloni alla gente e capire in due secondi come sono fatti (nooooooo, non siate maliziosi!!!!!).
Io lo vedo proprio: quando devo decidere che mutande indossare – preciso che i miei tempi di vestizione si aggirano sui 20 minuti circa MINIMO – sono influenzata da morire da come mi sento, che mi piaccia o no. Ci sono quei giorni in cui mi sento una ciofeca, e allora tiro fuori quel perizoma con la mucca che fa le indagini con la lente di ingrandimento (ce l’ho davvero). Ci sono poi dei giorni in cui mi sento super-faiga e mi metto il babydoll di Intimissimi con tutti i pendentini brillosi.
Insomma, non credete a tutti quelli che vi dicono che il vostro umore e la vostra personalità sono influenzati dalla luna, dal segno zodiacale o da altre schifezze: credete a me, io vi dico che le vostre giornate possono cambiare a seconda delle mutande che vi mettete.
Certo, le case che producono questi malefici orpelli ci mettono del loro a farci essere incazzose tutto il giorno. Eh sì: prima quando vi parlavo del mio favoloso babydoll pendentinoso ho trascurato un aspetto fondamentale. Indossare biancheria intima prevede infatti due fasi:
a  -      La PROIEZIONE di come staremo con addosso quei cosi
b -    La DURA REALTA’. Questa fase assume talvolta il nome di momento salamino legato troppo stretto.

La fase B spesso comporta diverse conseguenze, tra cui:
 Allineamento dell’umore con quello del resto dei giorni, in cui ti senti un cesso;
- Decisioni subitanee ed estemporanee a proposito di diete drastiche e abolizione del carboidrato (decisioni poi disattese nel giro di due minuti, quando arriva il magico-vestitino-che-si-allarga-nei-punti-giusti);
- Falò improvvisati con i cataloghi della casa produttrice degli strumenti di tortura psicologica;
 Telefonate a Vanna Marchi con richiesta di liberazione dal malocchio perché “non-mangio-nulla-come-ho-fatto-a-ingrassare” (in cui “nulla”=piadine, cheesecake, tonnellate di pizza).

Insomma, cari maschietti, questo è quello che dobbiamo affrontare ogni volta che apriamo il cassetto delle mutande. Poi chi edetici perché siamo nervose.

PS: Dato che ci sei Vanna, trasferisci il mio malocchio sul mio ex, quello cretino. Ah ce n’è più di uno? Allora provvedi a distribuire equamente il tutto. Grazie.

2 commenti:

  1. ahahahahah. Mi fai morire!Penso allora di essere un caso patologico..tutte le mie mutande sono uguali!!stesso modello e stesso colore (tutte nere)!ahahahahah

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  2. Evidentemente hai trovato il tuo equilibrio grazie a queste mutande. Complimenti. ;)

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