mercoledì 7 novembre 2012

La differenza tra te e me

Mi sento ispirata dalla rielezione di Obama, questo signore che nero nero e zitto zitto si è infilato alla Casa Bianca  (con tanto di moglie ben vestita e figlie fan degli One Direction) e sembra non voler mollare più, con grande giubilo del mondo intero. 

Ebbene, oggi si parla di politica. Anzi, meglio: oggi scenderò in campo per propormi come prossimo ministro delle pari opportunità. 



*musica trionfale*


Anzitutto, ritengo opportuno elencare le enormi disuguaglianze che caratterizzano il rapporto tra i due sessi.

*gli astanti trattengono il fiato e mi ascoltano col fiato sospeso*


La prima, rappresenta la più grave ingiustizia che le donne devono subire nel corso della loro vita: mentre noi, col passare del tempo, decadiamo impietosamente sotto il peso della forza di gravità, l'uomo "diventa affascinante". Eccheccazzo. Immergiamo i capelli nell'ammoniaca per coprire quegli orrendi filetti bianchi che spuntano sulla nostra (un tempo) chioma fluente, ci disperiamo affrontando estenuanti sedute dal parrucchiere sotto caschi progettati dalla NASA...e loro no. Loro, con i capelli brizzolati diventano più fighi. Loro, con le rughe di espressione, acquisiscono fascino. Una donna non ha le rughe di espressione, una donna ha i solchi; manco dovessimo piantare le patate sulla nostra faccia. 







L'uomo non può, ma DEVE essere peloso, pena la nomea di checca isterica. La donna no. Liscia come porcellana deve essere. E non importa se per ottenere questo risultato essa si deve torturare con cerette e rasoi con tecnologie ispirate dal museo delle torture di Volterra. Le femminucce sono tenute a non avere peli sul corpo, tanto più che questo dovere ci obbliga a cercare di avere il controllo anche sul temutissimo fenomeno della ricrescita. Si tratta di quel momento in cui sulle gambe non solo non ci puoi più giocare a curling, ma proprio non puoi manco appoggiare una mano perché i peli della ricrescita sono duri e ispidi che se il tuo fidanzato dovesse scegliere se accarezzare te o Winnie the Pooh sicuramente opterebbe per quest'ultimo.

L'uomo ha da puzzà. La donna deve spendere metà dello stipendio in creme corpo dai profumi più assurdi, dal sandalo (che poi io proprio devo ancora capire chi è il proprietario di quel sandalo da cui distillano il profumo, visto che generalmente le calzature sembrano essere prodotte in un caseificio del salentino) all'olivello spinoso. Ma che pianta è l'olivello spinoso? Fammi il profumo di cocco, vaniglia, fragola; non mi far sentire sfigata se non profumo (?) di sandali. In più, le creme sono fuori stagione tutto l'anno. D'estate, esci dalla doccia e ti devi spalmare con robe che hanno la consistenza della Nutella messa in frigorifero: alla fine, sudi più di quando sei entrata in doccia. D'inverno, tutta intirizzita, devi morire congelata. Per lo meno però muori profumata, dai.

L'uomo non deve partorire. Stop. Non aggiungo altro.

L'uomo è autorizzato a bere birra sul divano sbracato davanti alla tv. La donna al massimo può sorseggiare con grazia un tè con i biscotti alle cinque del pomeriggio davanti al caminetto; perché noi siamo signorine per bene, orsù. In questo frangente, l'uomo può fare il tifo rumorosamente (perché si sa, l'uomo sbracato davanti alla tv che beve birra guarda per forza una partita), mentre una gentil fanciulla non è autorizzata a urlare a Miranda che è una grandissima troia mentre si gode un episodio di Sex & the City.





L'uomo non ingrassa. Può mangiare chili di schifezze (anche in abbinamento alla situazione di cui sopra), ma non metterà mai su un culo da portaerei. E se prende per sbaglio uno o due chili, si dice che questo conferisce alla sua immagine un aspetto più virile. E la donna? Pfui. La donna vive una vita di stenti. Mangia cereali integrali a colazione, una costa di sedano per pranzo e una carota per cena. A volte si può concedere uno yogurt; Vitasnella ovviamente. E nonostante tutto, ingrassa. Anzi no, lievita proprio. Non parliamo poi di quelle rare occasioni in cui la pazza decide di godersi un cioccolatino. La povera disgraziata si sveglia la mattina seguente con A) un corno in mezzo alla fronte che la fa sembrare un po' un Pegaso de noantri  B) 154 buchi di cellulite in più. A cinque secondi di goduria corrispondono in modo direttamente proporzionale tre catastrofiche ore in palestra in cui la poveretta tenta invano di rimediare al danno provocato dal Ferrero Rocher. La pelle a buccia d'arancia (che detta così non sembra neanche una cosa brutta) non la abbandonerà mai più. E si paleserà specialmente nei camerini di Intimissimi, dentro i quali la malcapitata si affannerà a dare la colpa alla luce artificiale. Seh.

*applausi scroscianti*


Gentili elettori, vorrei che prendeste seriamente in considerazione la mia candidatura a Ministro delle pari opportunità, in quanto proporrò in prima istanza una lotta alle ingiustizie che ho appena elencato. 
Alle donne non importa la parità degli stipendi; non ce ne frega una mazza di avere asili nido aziendali; non ci interessa il congedo di maternità. NO. 
Vogliamo essere libere di puzzare, di essere pelose, di essere vecchie e fighe senza necessariamente essere chiamate MILF; vogliamo il diritto al rutto libero, il diritto alla cioccolata.

Donne di tutto il mondo, votatemi e se vincerò vi prometto una festa in cui ci sbronzeremo per tutta la notte con la birra dei nostri uomini. 

*le donne presenti iniziano a picchiare gli uomini*


Il giorno dopo però zitte e in palestra, eh.


2 commenti:

  1. cARA IRENE IO TI PROPONGO DI ANDARE A ZELIG COME COMICA, SICURAMENTE AVRESTI UN GRANDE SUCCESSO. LE TUE PUBBLICAZIONI MI FANNO SBELLICARE DALLE RISATE. SEI GRANDE. TI CONFESSO CHE DOPO ESSERMI COLLEGATO SUL BLOG DI ILARIA NON VEDO L'ORA DI FARE UNA SCAPPATINA SUL TUO. GRAZIE CIAO
    ALESSANDRO CORTESI

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  2. Wow, che onore! Grazie mille per i complimenti, sono felice che apprezzi il blog. Non ho nessuna pretesa, l'ho aperto solo sperando che servisse da valvola di sfogo a me e da divertimento per i lettori. Sapere che almeno qualcuno mi legge e sorride mi fa un piacere immenso. A presto!

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