Che belli che sono i primi giorni dell'anno!
E' un periodo di attesa, in cui tutti abbiamo l'illusione che l'anno che verrà avrà il potere di farci ricominciare da capo. E' il periodo dei propositi per la dieta, dei brufoli post-panettone, dei saldi che serviranno per comprare ciò che credevamo ci avrebbe portato Babbo Natale e invece picche, della neve e delle prime uscite.
Adesso tenete a freno la vostra anima da Modà e non fraintendetemi: non intendo le prime uscite con il ragazzo a cui fate il filo dall'asilo e che non vi ha degnato mai di uno sguardo, se non per quella volta che ha scambiato una Tartallegra con voi.
Intendo le prime uscite in edicola.
Anni fa le case editrici se ne uscivano con cose potenzialmente interessanti, delle quali io ovviamente conservo gelosamente solo le prime uscite a prezzo di lancio perché poi gli euro necessari aumentano; facendo il conto, sarebbe più economico a comprare un tirannosauro vero che le 425 uscite dedicate a "Costruisci il tuo T-rex da guardia" - un'uscita per ogni osso, s'intende.
Le prime uscite che ho io hanno una logica di fondo.
C'era Super Quark, dove ogni uscita trattava un animale diverso.
C'era Magic English, che però nella prima uscita non aveva la canzone del Re Leone che facevano sentire la pubblicità, allora quella santa di mia mamma mi ha continuato a comprare una videocassetta alla settimana finché non ho trovato la musichetta che cercavo.
C'era Ricamare a Punto Croce, che io bramavo solo per la paperella in copertina.
Oggi è devastante entrare in edicola. Sembra che per decidere quale collezione farti fare quelli di Mondadori si siano consultati con le scimmie urlatrici.
Costruisci il tuo sottomarino (chi non ne ha mai desiderato uno?).
Denti di cavallette del Mediterraneo.
Impara a truccarti con Sbirulino.
Storia del Savoiardo.
Pietre preziose (1€ la prima uscita con lo smeraldo...fate vobis).
La Tristezza con la T maiuscola.
Io mi metto nei panni anche del povero edicolante che ogni gennaio (ma anche ogni settembre) si trova travolto da milioni di prime uscite con allegate pentole, coperte matrimoniali e vassoi. L'edicola si trasforma in una sede dell'IKEA.
Esse non sono degne di sedere alla destra della Settimana Enigmistica, però di fatto stanno lì, sullo scaffale, accanto a queste pietre miliari dell'editoria italiana.
Stanno in bella mostra perché la gente entra e pensa sia conveniente acquistare uno smeraldo in edicola a solo un euro.
Ora, io non sono un'esperta di pietre preziose e sono cosciente del fatto che le loro quotazioni siano soggette a variabili complesse, però dico, non ti sembra un po' pochino pagare 1€ per uno smeraldo? Manco ci compri un pacchetto di Daygum con 1€, e te pretendi di portarti a casa uno smeraldo? Bravissimo, si vede che mangi pane e volpe.
Fortunatamente per l'edicolante, la legge di Darwin colpisce anche le letture della massa di pecoroni che ci troviamo ad essere, per cui la naturale selezione fa sì che sopravvivano solo le collane più forti, e l'edicola torna ad essere l'impero di Focus e del Corriere della Sera.
Mi piace l'approccio con cui le pubblicità ti propongono di fare la collezione di robe che trovi in edicola. Voglio dire, il gusto della collezione è la ricerca, il reperire un pezzo quando meno ci se lo aspetta...lì no, lì si va a comprare a giovedì alterni. E' l'equivalente collezionistico del Saccoccio Buitoni, che ti fa credere di aver fatto un pollo arrosto stratosferico mentre in realtà sei solo stato bravo a infilarlo in un sacchetto e a chiuderlo.
Mi sa che il pollo, comunque, non fosse quello che è finito nel Saccoccio.


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